Parola alle donne intende mantenere all’ordine del giorno di istituzioni, enti, società civile, il diritto delle donne di esercitare, attraverso la parola pubblica, la possibilità di esprimere idee, competenze, talenti esperienze, partecipando pubblicamente a un confronto aperto e plurale per la costruzione di un senso condiviso, nel rispetto della Costituzione delle leggi.
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Un esercizio del potere della parola troppo lungo negato alle donne, non perché se ne faccia un uso gerarchico e dispotico, assumendo un modello patriarcale, ma per offrire realmente a tutti la possibilità di un confronto più ampio e rappresentativo dell’intera società. Il volume si sviluppa con approfondimenti culturali e filosofici: il genere, la realtà sessuata; la genealogia del concetto di genere tra soggettivizzazione, potere e riconoscimento; la differenza sessuale, il transfemminismo e l’intersezionalità sono alcuni dei temi trattati; e ancora, l’analisi delle generazioni e della violenza; del gender equality e il mainstreaming; passando per la dialettica tra i femminismi e le epistemologie femministe, infine, le prassi, l’etica della cura e la pubblica amministrazione e la prospettiva femminista nell’orizzonte costituzionale. Segue la sezione dedicata al monitoraggio di genere nel 2025 con dati e grafici, e quella dedicata alle politiche e agli strumenti per un necessario e possibile cambiamento. Una sezione a parte è dedicata alla Rai e al contributo fornito a favore della parità di genere: la presenza delle donne nei programmi, la tipologia di programmi e la rappresentazione femminile, il ruolo delle trasmissioni, la collocazione sociodemografica del genere femminile, la composizione generazionale, il rispetto dell'identità di genere e la sfida a sessismo, stereotipi e discriminazioni, la violenza e gli indicatori di valutazione sintetica dell'offerta Rai. A conclusione il volume riporta tre testimonianze: di Hadja Lahbib, Fabiaol Gianotti e Antha Comellini.